Ricordo del monsignore Giuseppe Sammarco

29 anni fa la scomparsa del primo parroco della Chiesa delle Anime Sante

Il 31 dicembre di venticinque anni fa, l’anno del Signore 1989, all’età di 79 anni, tornava alla casa del Padre Monsignor Giuseppe Sammarco. Molti della mia età l’hanno apprezzato, l’hanno amato e, ancora oggi, lo ricordano con immutata stima.

Alla morte del fratello Angelo Andrea il 18 aprile 1950 l’allora Arcivescovo di Palermo, il Cardinale Ernesto Ruffini lo trasferiva dalla Congregazione dei Servi dei Poveri (Boccone del Povero) di Palermo dove era entrato il 30 ottobre del 1943 e gli affidava la chiesa delle Anime Sante di Bagheria nominandolo Rettore della stessa.

L’otto dicembre del 1950, festa dell’Immacolata, lo stesso Arcivescovo firmava il decreto di erezione della chiesa a parrocchia le cui pratiche erano state iniziate da padre Angelo Andrea.
Il 31 ottobre 1952 il Cardinale Ruffini lo nominava Parroco e il 6 gennaio 1953 prendeva possesso canonico della parrocchia che resse fino al 1986.
Uomo instancabile e sacerdote zelante svolse la sua missione alla luce del vangelo in favore dei più deboli e dei più poveri.

Ha promosso la devozione alla Vergine Immacolata che amava e venerava con filiale e sacerdotale affetto. Più di trenta sono stati i viaggi da lui organizzati al Santuario di Lourdes dove, dopo tanti anni, ha ricevuto l’onorificenza di “Emerito Cappellano del Santuario“.

Diffuse il culto alla Madonna con la stampa periodica, iniziata il 29 novembre 1957, di un “Bollettino Parrocchiale“ che ha voluto nominare “L’IMMACOLATA“ perché – Lei, diceva Padre Sammarco, sarà il vessillo e l’aiuto del mio difficile ministero di evangelizzazione dei fedeli di questa parrocchia –.
Si prodigò perché il simulacro dell’Immacolata, posto, sino ad allora, nella nicchia centrale sull’altare della navata destra della chiesa, fosse posto sull’altare maggiore dove già esisteva una nicchia con i simboli di Maria.

Si adoperò perché, con il contributo dei parrocchiani e del popolo bagherese tutto, si offrisse alla Madonna un diadema ed uno stellario d’oro che furono posti sul capo del simulacro il 29 novembre 1954 dal Cardinale Ernesto Ruffini il quale, in quell’occasione, diede all’Immacolata gli appellativi di “Madre e Regina di Bagheria“.

Alla cerimonia ha partecipato numerosissimo il popolo bagherese.
Nel ventinovesimo anniversario della scomparsa di Monsignor Sammarco si elevi per lui una preghiera di suffragio e un vivo ringraziamento per quanto questo umile e caritatevole sacerdote ha fatto per la comunità parrocchiale e bagherese tutta, per gli insegnamenti di vita cristiana che ha dato al popolo di Dio.

Giuseppe Sciortino

 


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