L’arco azzurro di Bagheria e i 100 anni dei Baci Perugina

In questi giorni ricorre l’anniversario dei cento anni del cioccolatino più famoso del mondo, il Bacio Perugina la pralina farcita da una nocciola e ricoperta di cioccolato fondente e avvolta in parole d’amore. Un prodotto iconico della cultura italiana che ha legato
la sua immagine negli anni’70 al famoso Arco Azzurro, situato nella costa bagherese, immortalato dalla pubblicità che lo ha veicolato in tutto il mondo.

La Sicilia è da sempre apprezzata da creativi e fotografi che la scelgono per set televisivi, spot pubblicitari e cinematografici. Difatti le sue bellezze naturalistiche, paesaggistiche e il patrimonio architettonico, storico e artistico si prestano come perfette location che amplificano le emozioni e le suggestioni delle immagini. Tra questi luoghi magici l’Arco Azzurro è diventato molto celebre negli anni Settanta dopo essere stato scelto per la pubblicità dei celebri “Baci Perugina“.

Fu così che il grande pubblico conobbe questo bel sito naturalistico ubicato nella costa di Aspra frazione della nota Città delle Ville e del Gusto ed esattamente a Mongerbino dove si trova anche una delle spiagge siciliane più famose: Baia dei Francesi (conosciuta anche come Spiaggia dei Francesi).

L’Arco Azzurro è considerato uno degli scorci più suggestivi della costa siciliana, una passerella naturale di roccia dolomitica, posta a una quota di 11 metri sul livello del mare che collega le due sponde di un piccolo e grazioso fiordo. Nel 2012 è stato riconosciuto come geosito di interesse nazionale. A veicolarne le immagini è stata la pubblicità dei già famosi Baci Perugina, uno dei simboli del gusto italiano.

Ad inventarlo furono nel gennaio 1922 l’imprenditrice Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni, suo compagno di vita e di lavoro. Fu lei ad avere la brillante idea, già allora sostenibile (per dirla con un termine oggi in gran voga), di utilizzare gli scarti delle nocciole per farcire una pralina sormontata da una nocciola tostata, ricoprendo il tutto con cioccolato fondente creato da lei tre anni prima. In verità Luisa Spagnoli aveva chiamato la sua creazione “cazzotto”. Somigliava infatti a una mano chiusa a pugno, con la nocca sporgente di un cazzotto. Ma a Giovanni Buitoni il nome Cazzotto sembrava un nome forte, che poco si attagliava alla prelibatezza di quel prodotto.

Così lo battezzò “Bacio Perugina” e il successo fu subito strepitoso. Ma a veicolarne il consumo furono le ingenti risorse investite nella pubblicità e così nel dopoguerra con il seguito del nuovo mezzo televisivo furono testimonial d’eccezione come Vittorio Gassman o e ‘the Voice’, Frank Sinatra a portare le emozioni di un Bacio direttamente nelle case degli italiani, incentivandone l’acquisto e il consumo. Campagne pubblicitarie che nei decenni sono entrate nell’immaginario collettivo e nel costume della società italiana, dalla vespa blu tempestata di stelle argentate, ai tubi piene di Baci e al famoso incontro degli innamorati sull’Arco Azzurro immortalato mentre si scambiano un Bacio Perugina.

Correva l’anno 1974 quando il video pubblicitario degli innamorati inondava le case degli italiani, esportando in tutto il mondo l’unicità e la bellezza paesaggistica e naturalistica dell’Arco Azzurro con lo slogan: I BACI LO SAI SONO SOLO PAROLE. Oggi finalmente dal giugno del 2017 l’Arco Azzurro è tornato alla pubblica fruizione. Dopo essere stato chiuso per più di 30 anni, durante i quali lo si poteva ammirare soltanto dal mare, finalmente è possibile ammirarlo anche da terra.

Infatti dal giugno 2017 al geosito Arco Azzurro si può accedere dalla piattaforma attrezzata situata di fronte al sito naturalistico
grazie alla convenzione firmata dal Comune di Bagheria con l’ATS (Associazione di Promozione Turistica “Natura e Cultura”,
LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) di Bagheria, SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale), Coop Sociale “Lavoro e
solidarietà” e Associazione sportiva ASD Master) cui è stata affidata, mediante avviso pubblico, la gestione dell’area di proprietà comunale.

Michele Balistreri



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