Il verde pubblico per questo comune è proprio una spina nel fianco. Impossibile avere un’azione uniforme ed efficace che prescinda dai proclami trionfalistici. Mentre sulla vicenda dei pini di Viale Bagnera, sarebbero utili notizie, sullo smaltimento dei resti degli abbattimenti.
Pur volendo ignorare quanto sarebbe venuto alla luce, nella vicenda dei pini abbattuti in Viale Bagnera, non riusciamo a non pensare alla manutenzione del verde pubblico a Bagheria affidata a questa amministrazione, con la stessa ansia con la quale un pastore affiderebbe il gregge al lupo per prendersene cura.
Leggiamo che da 10 giorni gli operai del Comune sono all’opera in alcuni plessi, Cirincione, Ciro Scianna e Puglisi e il plesso Cotogni ad Aspra.
Con i mesi estivi a disposizione, partire solo adesso a ridosso della apertura dell’anno scolastico e delle urne elettorali, lascerà moltissimi istituti necessariamente indietro (in 10 giorni, 5 plessi, più che proclamarlo con toni trionfalistici era meglio tacere).
Partire troppo presto con la manutenzione, invece, sarebbe stato comunque controproducente, per l’atavica mancanza di personale che avrebbe dovuto essere impiegato per il mantenimento dei lavori effettuati nelle aree. A meno che:
si fossero utilizzati quei percettori di reddito di cittadinanza che avevano ricevuto la formazione per operare in questo ambito, che più volte si sono offerti volontari, ma che per motivi non noti (ma sui quali qualche voce precisa si è sparsa) sono usciti dalle grazie dell’assessore al verde pubblico Massimo Cirano, che non ha più voluto usufruire dei loro servizi gratuiti, preferendo restare in difficoltà.
Quegli stessi percettori di reddito di cittadinanza che in questi giorni hanno ultimato i lavori di manutenzione del verde pubblico in un altro plesso scolastico, in qualità di cittadini volontari, secondo il principio di sussidiarietà garantito dello stato che dovrebbe essere incentivato dall’ente locale.
Questo ente locale, il Comune, pare piuttosto si sia indispettito, secondo indiscrezioni, ma anche a giudicare dal tenore di certi post sulle pagine social di alcuni amministratori, forse perché in periodo elettorale il percettore di reddito di cittadinanza, deve stare sul divano, e non farsi vedere attivo.
Tutta questa polemica serve anche a distogliere l’attenzione, sul problema che è, e resta la manutenzione del verde pubblico nelle scuole.
Prova ne sia che in serata il comune ha tentato il classico rattoppo, affidando ad un dirigente comunale l’incarico di programmarne gli interventi (e l’Assessore preposto?!?)
Tra quelli in attesa anche il plesso della Castronovo dove la situazione è ancora peggiore.
Sotto il fogliame e le erbacce incolte delle aiuole, giacciono i resti dell’enorme ramo schiantatosi durante l’evento metereologico del 31 marzo scorso, ridotto in pezzi dagli operai comunali dopo oltre due settimane di incessanti richieste; pezzi mai recuperati e smaltiti.
Questo consente un ulteriore riflessione ed introduce un nuovo elemento in un’altra vicenda che non finisce purtroppo di fare discutere.
La riflessione riguarda lo stato di quel verde che insiste su plessi scolastici frequentati dai nostri figli: con che cadenza vengono effettuati i controlli?
L’agronomo del comune, oggi in pensione, il dottor Giovanni Sorci, ci spiegò in una intervista, che la pericolosità di un albero, al netto di eventi esterni, è data dalla possibilità che avvenga o uno schianto parziale o uno schianto totale. Nei plessi scolastici, a quando risale l’ultima ricognizione?
Infine il nuovo elemento che vogliamo aggiungere alla gestione del verde pubblico, riguarda ancora i pini di Viale Bagnera, nello specifico lo smaltimento dei resti degli abbattimenti. Ci sono arrivate immagini che sembrano proprio documentare asportazioni non autorizzate da parte di privati ignoti di ingenti pezzi di fusti lasciati incustoditi.
Chi si è occupato del recupero e dello smaltimento di questi residui organici che si chiamano: diverse tonnellate di legno di pino?
Invitiamo questa amministrazione a chiarire la posizione in merito a questa vicenda tutta, con trasparenza, pronti a fornire il nostro supporto qualora si decidessero interventi drastici se l’ipotesi furto fosse convalidata dall’analisi delle immagini in nostro possesso che al momento possono essere tutto e il contrario di tutto, visto che, su questa vicenda, il comune non ha mai voluto un confronto, interloquendo solo con associazioni vicine, avvalorando sempre più la tesi che
Bagheria non è un comune per tutti.
Ignazio Soresi
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