I lavori di rifacimento di Via Dante erano fermi da alcuni giorni. Avevamo sollevato, tempo fa, il caso del taglio delle radici superficiali dei pini che si trovano sul luogo dei lavori e avevamo chiesto se quel taglio non fosse in qualche modo negativo per gli alberi.
Oggi, con un comunicato stampa abbiamo letto che l’amministrazione comunale, sentito il parere professionale di un agronomo, il dottor Claudio Benanti, ha deciso che anche gli alberi di via Dante, in particolare sei pini, dovranno essere tagliati. Dopo Viale Bagnera, ora tocca anche alla via Dante.
Secondo il parere dell’agronomo sono diventati troppo pericolosi per l’incolumità pubblica e il rischio che possano cedere è elevato e tale da giustificarne il taglio. Ovviamente l’amministrazione comunale ha informato il comitato delle associazioni ambientaliste e domani riprenderanno i lavori in via Dante. Di cosa hanno discusso nel comitato non è dato sapersi. Nessuno parla.
Quello che ci preme, però, sottolineare in questo articolo è la mancanza assoluta di programmazione, in generale. L’amministrazione deve sempre e comunque valutare la pericolosità delle alberature, ma anche in questo caso si arriva all’abbattimento del verde pubblico senza che ci sia stata una programmazione. Poco vale la considerazione che questi alberi saranno sostituiti con altri alberi per ripristinare la quantità di biomassa. (Per questo ci vorranno decenni)
La tempistica di tutto questo lascia fortemente l’amaro in bocca. Prima si fa un progetto di rifacimento dei marciapiedi come se questi alberi non avessero problemi. Poi, si interrompono i lavori dopo che la ditta aveva già tranciato tutte le radici superficiali che, comunque, hanno creato un danno irreversibile alla pianta arborea e poi si chiama un agronomo per stilare una scala di pericolosità per gli alberi ed, infine, si decide di abbatterli per la sicurezza pubblica. Qualcosa nella gestione del verde pubblico decisamente non funziona.
Tutti questi passaggi hanno una tempistica da invertire. Si procede ad uno studio accurato della massa arborea pubblica (che, ahimè, a Bagheria è prossima allo zero assoluto) e si interviene per la manutenzione o sostituzione con i lavori pubblici a tutela del verde e delle persone. La manutenzione del verde pubblico nei comuni siciliani è una chimera. Non si ha la consapevolezza che le città verdi sono portatrici di benessere. Per lunghi anni le nostre città sono state cementificate senza pensare ad un minimo di verde e dove questo è avvenuto, si sono fatti gravi errori di scelta nell’alberatura, frutto di una mancata e avveduta analisi agrotecnica.
Possiamo solo sperare che questa amministrazioni punti la bussola nella direzione di una maggiore consapevolezza del verde urbano e possa ripristinare e mantenere il verde. Peccato che la natura impegni decenni per crescere e l’uomo un giorno per abbatterla.
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