Continuano gli abbattimenti di alberi a Bagheria. Sarebbero stati lasciati settimane a marcire per poterne giustificare il taglio. Silenzio di chi dovrebbe incatenarsi ai fusti. Gli animali li benediciamo, ma del canile si sono perse le tracce.
Che la gestione di Bagheria, da parte di questa amministrazione, ci abbia fatto fare un tuffo nel passato, grazie al cielo (per la presa di coscienza), e purtroppo (per l’amara realtà), comincia ad essere opinione comune. I cittadini notano le assenze nell’affrontare certe problematiche, ma notano ancor di più le eccessive presenze ed attenzioni che si muovono intorno sempre e solo alle stesse associazioni, agli stessi organi, agli stessi uffici tecnici, agli stessi personaggi che hanno senso “consensuale“ ( nel senso di portatori di consenso n.d.r.).
Ma nessuno, dopo i movimenti mondiali a tutela dell’ambiente, avrebbe potuto aspettarsi il ritorno alle tematiche di 56 anni fa, cantate da Adriano Celentano nella celeberrima ”il ragazzo della via Gluck”.
Gli alberi di via Dante sono stati abbattuti (stavolta hanno smaltito i resti subito a scanso di furti equivoci), nel vergognoso silenzio di tutti gli attori che avrebbero voce in capitolo, alcuni dei quali, proprio oggi, mostrando anche una sensibilità fuori dal comune (ironia triste), si sono ben espressi promuovendo non si sa bene quale loro iniziativa, che nulla c’entra con la vicenda.
I cittadini passeggiando per via Dante hanno visto bene come sono state tagliate le radici di questi alberi e come sono state lasciate scoperte per diverse settimane, diventa lecito dare seguito alle voci secondo le quali sarebbero stati lasciati a marcire per poterne certificare il cattivo stato di salute, e tagliare allegramente.
Altri cittadini sono passati invece ad Aspra dove la cementificazione della zona del Sarello è ormai un tristissimo dato di fatto, aiuole di dimensioni minime, e un contrasto tra il panorama e l’urbanizzazione che ha il solo risultato di provocare disagio, e trasmettere un forte senso di degrado, altro che riqualificazione!
Stupisce come la sensibilità istituzionale, prenda direzioni diverse nel senso dell’animo ecologista e nel senso di quello animalista. Tra una benedizione e l’altra nessuno si è posto di quanto l’evento sia stato strumentale: prima dell’acquasanta si sarebbe potuto insistere sulla realizzazione del Canile Municipale. Con 180mila euro di finanziamenti nel cassetto, e il luogo già nella disponibilità del comune, i lavori avrebbero potuto essere a buon punto. Dopo la vicenda dell’assegnazione del progetto a parenti vari, e la revoca della stessa (???), la ricognizione interna tra le professionalità dell’ente pubblico non trova l’interesse dei dipendenti, guarda caso, tranne che di un geologo, che voci vogliono al centro della tempesta proprio per avere dato disponibilità.
Ancora una volta il quadro generale è quello della cura del proprio feudo e dei propri vassalli, a gravissimo discapito di problematiche vere, ignorate perché intervenire non pagherebbe in termini di voti.
Bagheria non è un Comune per tutti.
Ignazio Soresi
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