ReteCivica in un comunicato chiede chiarezza alle istituzioni locali sulla lotta al crack

Da tre anni avevano contezza della gravità della situazione e addirittura la negavano. Oggi si svegliano solo dopo che i cittadini e associazioni si sono riuniti in un coordinamento”

II Coordinamento cittadino ReteCivica, interviene sulle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Bagheria Filippo Maria Tripoli in occasione della presentazione del nuovo parroco di San Domenico.

“Intercettando, forse un po’ troppo tardivamente, quelle che sono le istanze che portano alla genesi stessa di questo Coordinamento, il primo cittadino, individua nello spaccio di Crack, la causa scatenante del disagio giovanile, invocando e mai articolando, tutta una serie di interventi a fare, anche di tipo inclusivo nei confronti delle famiglie.”

Ancor prima della pandemia, i cittadini di molte zone diverse, hanno invocato aiuto inascoltati.

“A tutt’oggi il clima di sicurezza sul territorio (che il fenomeno dello spaccio e del consumo di stupefacenti, contribuisce a minare), non è assolutamente migliorato nella percezione della popolazione.”

“In considerazione di ciò, ReteCivica, nell’ottica di una futura collaborazione, chiede alla amministrazione e al Sindaco Filippo Tripoli di illustrare tutte le iniziative poste in essere allo stato dei fatti e di illustrarne anche i risultati. Non potendo non sottolineare come la sensibilità a queste problematiche sembra figlia di una nuova consapevolezza del malcontento dei cittadini, espresso nella nascita di questo Coordinamento cittadino.”

“Si ritiene infatti che il tempo delle intenzioni sia ormai al termine e che sulle nostre strade ci sia bisogno di altro.”

“Anche in termini di interventi futuri, continuare ad inneggiare alle telecamere (che non riescono ad essere efficaci contro l’abbandono dei rifiuti, figuriamoci con spaccio e criminalità), non sembra proficuo. Ulteriori interlocuzioni con le forze dell’ordine, sono insufficienti se non in un’ottica di programmazione sistematica. Poco efficace ci pare anche, parlare di collaborazione con la scuola di cui non si riescono nemmeno a curare efficacemente plessi e verde pubblico. Anche sul fronte familiare e di inclusione, questo Coordinamento cittadino, chiede di rendicontare quali interventi di sono applicati e che risultati hanno avuto (atteso di gravi mancanze su alcuni servizi nei confronti di disabili che a tutt’oggi non risultano resi), e quali altre future iniziative fattive sono in programma.”

“Sarebbe infine particolarmente utile, una volta che si è parlato con Chiesa, Forze dell’Ordine, scuola e famiglie, e installato altre telecamere, capire il ruolo del Comune di Bagheria in tutto questo, a parte l’interlocuzione.”

Ultima notazione nasce dall’ammissione fatta dalla Consulta Giovanile di Bagheria, che già da tre anni era a conoscenza della problematica crack a Bagheria. La scusa della pandemia per non avere diffuso il necessario allarme ci pare strumentale (da due anni c’è il liberi tutti e in questi due anni hanno organizzato di tutto dimenticando il problema), poiché proprio sui media uno dei comitati di cittadini aveva chiesto alla Consulta una mano in zona, prendendo posizione, e la Conusulta che già sapeva, aveva negato pubblicamente l’esistenza degli eventi denunciati.

Qualunque iniziativa ci pare oggi, alla luce anche di queste valutazioni, molto poco credibili.

Comunicato Stampa

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