È stato presentato ieri pomeriggio a Villa Cattolica a Bagheria, l’ultimo libro di Lisa Sciortino dal titolo “Emilio Murdolo. Temi iconografici nell’arte popolare siciliana”, edito da Plumelia.
Alla manifestazione, gremita di pubblico attento ed entusiasta,sono intervenuti il prof. Mimmo Aiello, docente di storia e filosofia al Liceo Classico della città, e l’arch. Michele Ducato, pittore di carretti. Sono state ricordate le botteghe bagheresi di pittori come quella celebre dei Ducato e quella di Luigi Ficano per poi passare ad Emilio Murdolo e al suo rapporto con il giovane allievo Renato Guttuso, il quale ebbe a dire: “La bottega di Murdolo resta […] per me la più lontana e più profonda provocazione fantastica […]. Anche per merito suo, come di altri pittori di carro, questa breve tradizione acquistò, a Bagheria, un suo carattere particolare”.
Ai microfoni, non è passata inosservata la scientificità della ricerca condotta da Lisa Sciortino, soprattutto riguardo alle fonti documentarie e alle opere inedite pubblicate. La Sciortino non è nuova allo studio di Emilio Murdolo. Nel 2011 infatti aveva già pubblicato il libro Emilio Murdolo Pittore, accompagnato dalla presentazione del premio oscar Giuseppe Tornatore, delineando la figura artistica del maestro e pubblicando diverse sue operenonché documenti inediti firmati da Renato Guttuso.
Lisa Sciortino, Dottore di Ricerca in Storia dell’Arte, Direttore aggiunto del Museo Diocesano di Monreale, Consulente alla Cultura del Comune di Bagheria e con un curriculum invidiabile, ha ringraziato quanti hanno collaborato alla realizzazione del volume auspicando che l’Amministrazione possa presto attenzionare più da vicino l’argomento del carretto siciliano in una città come quella di Bagheria in cui si è fatta la storia dell’iconico mezzo di trasporto.
Nella prefazione al nuovo volume, firmata dal Michele Ducato che, come ha dichiarato l’Autrice “nonostante i numerosi impegni di lavoro, ha accettato con entusiasmo di realizzare la premessa al libro”, si legge: “Circa il dualismo o meglio la contrapposizione o competizione tra le due botteghe, quella di Murdolo e quella dei Ducato, fondata dal capostipite Michele nel 1895 poi passata ai figli Onofrio, Giovanni, Domenico e Giuseppe, ritengo sia da ricercare e da addebitare alla tendenza o moda di quei tempi che vedeva, a fasi alterne, il prevalere dell’una sull’altra bottega per banali motivi campanilistici. È indiscutibile, però, come Emilio Murdolo si sia imposto tra i migliori pittori di carretto che Bagheria abbia espresso, ovvero come colui il quale seppe meglio incarnare l’innovazione nella pittura del carretto, trasformandola attraverso le sue finissime doti artistiche, contrapponendo così alle ormai note raffigurazioni caratterizzate dalla semplicità dei temi e dagli statici impianti scenici, lo scrupoloso studio della composizione ove ogni soggetto risulta in perfetta relazione ed equilibrio con gli altri, determinando così quel gioco prospettico che aprì un varco all’introduzione della tridimensionalità nella pittura del carretto”.
Il libro, ricchissimo di fotografie realizzate da Angelo Restivo, raccoglie opere pittoriche e centinaia di disegni inediti di Emilio Murdolo al fine di decorare le sponde dei carri. Un campionario fantastico che spazia dalle gesta dei Paladini di Francia a Garibaldi, dai Normanni a Napoleone, passando attraverso le opere liriche e letterarie.
“Oggi che nuove opere sono affiorate dal passato, – ha riferito la Sciortino – ho ritenuto opportuno tornare a scrivere di Murdolo. L’artista adottato da Bagheria ha, infatti, lasciato un patrimonio incredibile di disegni, realizzati a partire dai primissimi anni del Novecento e istoriati con le tematiche più varie, che sono riemersi dopo decenni di segreta custodia. Le numerose ‘veline’ istoriate rintracciate possono essere oggi studiate e ammirate così da capire più dettagliatamente la pittura del maestro, i temi scelti e dipinti, i soggetti realizzati per impreziosire le sponde dei carretti, le matrici di riferimento”.
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